Analisi Regionale
Se partiamo dal presupposto che ogni regione ha scelto sulla base delle sue esigenze specifiche e delle esperienze di governo passate, la situazione è che in 9 casi su 13 sono state confermate le stesse maggioranze e in molti casi persino le stesse persone.
In qualche caso sono cambiate le percentuali di voto e in qualche altro le alleanze, ma sostanzialmente per oltre due terzi il quadro politico regionale è invariato.
Vediamo ora invece le variazioni rispetto al 2005 e le due più importanti sono anche quelle più evidenti cioè la campania e la calabria passate dal centrosinistra al centrodestra. Si tratta di cambiamenti largamente annunciati, in campania per la fine del ciclo Bassolino che probabilmente avrebbe dovuto dimettersi anche prima e in Calabria dove Loriero è riuscito soltanto a rimediare riviii a giudizio. Insomma una vittoria meritata del centrodestra pienamente giustificata dagli errori del centrosinistra. Diverso invece è il caso del lazio in cui si sono sommati fattori plurimi.
Era una regione praticamente persa dalla sinistra, non perché avesse governato male, ma per lo scandalo Marrazzo (orchestrato da Berlusconi con la complicità dei servizi segreti). I giochi però sono stati riaperti dalla candidatura autorevole della Bonino e dalla stupidaggine della mancata presentazione della lista PDL. Alla fine ha prevalso la Polverini di misura in una regione in cui l’alternanza tra destra e sinistra è ormai praticamente una regola.
Anche in piemonte il successo della destra va collocato nel quadro di una regione che ha sempre alternato la destra e la sinistra al governo.
In sostanza quindi dobbiamo registrare una vittoria della destra in quelle regioni in cui è più difficile governare o in cui la sinistra non ha saputo dare una buona prova di se.
Analisi Nazionale
Se invece consideriamo il voto un test nazionale che avendo interessato più della metà degli elettori possa servire come prova degli orientamenti politici dobbiamo per prima cosa andare a vedere i voti di lista e confrontarli con le elezioni europee di un anno fa. Per farlo dobbiamo considerare che non è possibile un raffronto esatto anche perché il voto europeo è più “ideologico” e quindi tradizionalmente favorevole all’ opposizione e comunque esprime un voto “di opinione” e di fiducia nei partiti molto più di quello amministrativo in cui pesano anche le personalità dei candidati.
E qui le cose sono decisamente cambiate:
Cala il PDL (oltre il 4% dalle europee che a loro volta erano in calo rispetto alle politiche del 2008) mentre è in ripresa il PD (quasi l’ 1%) ed aumenta ancora l’ IDV, balza in avanti la Lega e resta al palo l’ UDC mentre la sinistra estrema, la destra estrema e i radicali restano sulle loro percentuali scarsamente significative.
Se ricomponiamo gli schieramenti abbiamo:
Centro destra :
PDL 26,4 %
Lega 12,7%
Centrosinistra :
PD 26%
IDV 6,9
Radicali 0,6
Centro:
UDC 5,8
Sinistra extraparlamentare:
Sinistra e libertà 3%
Federazione sinistra 2,9%
Altri
Grillo 1,7%
Il governo rappresenta quindi la volontà di meno del 40% degli elettori e l’ Unione (per usare l’aggregazione di Prodi) sarebbe ampiamente maggioritaria anche se al centrodestra si riaggregasse l’ UDC.
Sappiamo bene che la porcata Calderoli esclude una simile possibilità e anche una riaggregazione dei poli, è studiata però per penalizzare la sinistra e si conferma come la legge chiave del regime, quella che da a Berlusconi un’ampia maggioranza nonostante un basso consenso.
E’ evidente che gli italiani se ne sono accorti e infatti non sono andati a votare in percentuale notevolissima. Hanno capito che il voto è truccato, non solo dalle TV e dal bavaglio ai talk show, ma soprattutto dal regime e dai meccanismi che sono fatti apposta per far vincere sempre e solo la destra.
Del resto quando in campagna elettorale, il presidente del consiglio dice dal palco che darà soldi solo alle regioni in cui vincerà la destra non ha molto senso andare a votare se non come voto di sfida……
In ogni caso gli elementi chiave dell’analisi nazionale sono la pesante sconfitta del PDL e la vittoria della Lega. In termini assoluti invece un generale spostamento dell’ elettorato verso sinistra con un centro invariato.
Analisi interna alla maggioranza
Lo sconfitto principale, all’ interno del suo schieramento è Berlusconi, nessuno dei suoi candidati infatti è stato protagonista delle vittorie del centrodestra. La Polverini è di area Finiana, Scopelliti è in quota AN, Cota ha conquistato il piemonte per la Lega e solo Caldoro è frutto di un compromesso tra le componenti ex FI ed ex AN in campania, ma li si sa che era fondamentale l’appoggio della camorra. Per contro Berlusconi ha dovuto cedere il veneto alla Lega, e i suoi candidati sono stati battuti in Puglia e Liguria (le regioni in cui effettivamente c’era competizione).
Insomma un vero fallimento per i fedelissimi di Berlusconi, anche perché pure Formigoni è tuttaltro che allineato col capo indiscusso. La riprova è la evidente trombatura del ministro Brunetta a Venezia….. Insomma se i voti contano qualcosa Bossi e Fini sono i vincitori e Berlusconi il perdente.
Analisi interna all’ opposizione
E’ sostanzialmente fallito il tentativo di Casini di porsi come elemento determinante:
Ha perso con la sinistra in piemonte, ha vinto con la destra nel lazio (dove è stato veramente determinante visto il risicatissimo margine della Polverini) Ha vinto con la sinistra in Liguria e ha perso da solo in Puglia…… Alla fine conta molto meno di Di Pietro che almeno ha mantenuto costanti le alleanze e ha comunque incrementato i voti.
Il PD invece è uscito abbastanza indenne, dopo il congresso sono usciti Rutelli, Binetti, Lusetti ecc…. ed è chiaro che non hanno portato via nessun voto, il PD non ne ha persi e Casini non ne ha guadagnati, ma è altrettanto evidente che la forza del PD è tra il 25 e il 30% ed il 34% preso alle politiche del 2008 era solo il risultato della scelta “ricattatoria” di Veltroni di tenere la sinistra estrema fuori dalla coalizione. Non appena è possibile votare senza condizionamenti di leggi truffa come la Calderoli è evidente che a sinistra del PD c’è uno spazio che raccoglie tra il 6 e il 10% degli elettori.
Prospettive future
L' idea che mi sto facendo, è che non cambierà nulla.
Sono solo ancora più evidenti le contraddizioni di una destra che governa senza alcun legittimo consenso e resta tracciata la storia politica (purtroppo) identica a quella degli ultimi 2 anni.
Per il futuro quindi Berlusconi continuerà a non governare ma a fare soltanto gli affari suoi, il governo dell' ordine pubblico e i pochi indirizzi "politici" saranno lasciati alla lega che esce rafforzata dalle elezioni e continuerà a governare a modo suo.
L' economia invece verrà trascurata e lasciata a se stessa come è accaduto dal 2008. Berlusconi continuerà con le sue sparate giudiziarie (utili solo a lui) che distruggono le istituzioni.
E' evidente dai dati sull'astenzione, che sono i peggiori della storia della repubblica che il Berlusconismo sta distruggendo lentamente il senso dello stato, la democrazia, le possibilità di partecipazione popolare.
Per questo anche io avrei potuto far parte dell' esercito degli astenuti, anche se alla fine ho votato, più che scrupolo che per convinzione che servisse a qualcosa.
All' italia non resta che aspettare pazientemente la morte di Berlusconi, augurandosi che avvenga al più presto, visto che non è capace di prendere atto che queste elezioni, seppure non cambiano gran che sono una sua personale cocente sconfitta.